Made in Italy Hub fa tappa a Studio Necchio: soft skills e lifelong learning al centro del settore dei servizi
Il ciclo “Made in Italy Hub”, pensato dall’Associazione Alumni dell’Università di Padova in collaborazione con la Camera di Commercio di Padova per accompagnare studenti, studentesse, laureandi e laureande dell’ateneo padovano nelle aziende del territorio, ha fatto tappa lo scorso 28 aprile a Selvazzano Dentro (PD). La seconda tappa del roadshow ha aperto le porte al settore dei servizi alle imprese. A ospitare l’appuntamento Studio Necchio, realtà che offre consulenza fiscale e del lavoro, tenuta della contabilità, HR & payroll, gestione e amministrazione del personale.
L’incontro ha permesso agli studenti e alle studentesse presenti non solo di conoscere questa innovativa realtà che opera nel settore dei servizi alle imprese ma anche di confrontarsi con giovani ex studenti dell’Università di Padova entrati nel mondo del lavoro. Un dialogo incentrato sulla multidisciplinarietà, sulle soft skills e sugli approfondimenti di Excelsior Orienta, la piattaforma di UnionCamere per agevolare l’incontro tra le aspirazioni occupazionali dei giovani e le esigenze del mondo imprenditoriale.
Lo studio come azienda: un cambio di paradigma nel settore
Uno dei temi al centro dell’incontro con studenti e studentesse dell’Università di Padova è stato il cambio di paradigma che gli studi professionali devono fare se desiderano rimanere al passo con le repentine evoluzioni del contesto economico odierno. Un cambio di visione sintetizzato nello slogan di Studio Necchio: “vedere al di là delle cose, rompendo gli schemi per provocare il cambiamento”. Si tratta di pensare e gestire uno studio professionale con la mentalità e gli strumenti di un’azienda.
«Quando si parla di studi professionali, si parla per sua natura di attività storicamente lontane dal modello aziendale – sostiene Alessandro Necchio, head dello Studio – eppure, una delle sfide più importanti è stata proprio quella di trattare l’attività professionale come un’azienda». Il fulcro di questa filosofia riguarda la cura delle persone. «Non puoi raccontare fuori quello che non fai dentro», ha sottolineato il fondatore. Lo studio si riconosce in un approccio di consulenza di partnership, non più di semplice fornitura di servizi. Questo vale tanto verso i clienti quanto verso il proprio team: per fornire alle aziende servizi di welfare, politiche retributive chiare e percorsi di crescita, è necessario praticarli in prima persona all’interno dello studio.
In questa prospettiva, si inserisce l’attenzione strutturata al benessere dei collaboratori: flessibilità oraria, smart working, formazione continua, confronto, percorsi di carriera trasparenti e incontri one-to-one per comprendere i fabbisogni e gli stati d’animo delle persone. «Il covid ha dato una consapevolezza diversa: le persone hanno iniziato a dare valore a elementi che prima erano considerati secondari», ha osservato Necchio, che identifica un altro elemento di successo nel “copiare in senso costruttivo”. Guardare a chi fa meglio, imparare dalle pratiche di successo di altri contesti aziendali permette di trarre utili spunti per rivedere il proprio modello imprenditoriale. Per questo, lo studio organizza regolarmente eventi in cui le aziende clienti raccontano le proprie esperienze di welfare, politiche di inclusione e gestione delle risorse umane.

Soft skills e apprendimento continuo: la testimonianza di alcuni ex studenti
Il team di Studio Necchio ha un’età media molto bassa e all’incontro sono intervenuti anche tre dipendenti dello studio: Cristina Turetta, Luca Carabetta e Alessandra Salviato, tutti e tre laureati in consulenza del lavoro all’Università di Padova. Centrale nei tre interventi è l’idea che il lavoro non sia un esame. Come ha spiegato Cristina Turetta, oggi Accounting Specialist Manager e parte del board dello studio, «nel mondo del lavoro essere preparati è solo la base, non basta. Bisogna imparare a leggere il contesto, rispettare le scadenze e capire che quello che fai non è fine a sé stesso, ma fa parte di un obiettivo collettivo».

Durante il dialogo tra partecipanti ed ex studenti e studentesse è emersa una particolare attenzione alle soft skills. Le competenze psico-sociali sono oggi un elemento di differenziazione sempre più importante e ricercato e per questo da coltivare. Sul lato delle competenze trasversali, il consiglio di Turetta è di essere curiosi, non avere paura di chiedere di esercitare l’empatia. Time management centrale, invece, per Luca Carabetta, praticante consulente del lavoro. Alessandra Salviato, Praticante Consulente del Lavoro, ha enfatizzato il peso della responsabilità professionale e l’utilità di trarre insegnamenti utili da colleghi più esperti come forma di apprendimento continuo.
Excelsior Orienta: la piattaforma di UnionCamere per l’incontro di domanda e offerta di lavoro
A chiudere la sessione sono stati Angelo Boccato, psicologo dell’orientamento e del lavoro, e Pier Andrea Zaffoni, responsabile del servizio di orientamento al lavoro della Camera di Commercio di Padova, che hanno introdotto la piattaforma Excelsior Orienta di UnionCamere. Boccato ha inquadrato il tema delle soft skills, le competenze psico-sociali connaturate nella personalità di ognuno di noi e ha distinto nettamente il “copiare” in ambito scolastico da quello lavorativo. In quest’ultimo contesto, osservare e apprendere dai colleghi più esperti è una forma autentica di formazione continua, protratta nel tempo e orientata alla crescita professionale.
Zaffoni ha poi introdotto il contesto di mercato del lavoro, illustrando Excelsior Orienta, piattaforma di UnionCamere nata negli ultimi anni come ponte tra il mondo della scuola e il mondo del lavoro. I dati del sistema informativo Excelsior – su cui la piattaforma si basa – sono consultabili su scala nazionale, regionale e provinciale. Per il settore dei servizi alle imprese, in cui lo Studio Necchio rientra a pieno titolo, il sistema evidenzia che è il secondo in Italia e il terzo in Veneto per offerta di posti di lavoro. Un settore che nel 2025 prevedeva l’accesso di circa 30.000 nuovi occupati ma che ha sofferto una difficoltà di reperimento superiore al 30%.

Per Zaffoni, anche grazie a questa piattaforma di facilitazione nell’individuazione di un posto di lavoro, la logica delle “risorse umane” – risorse che per definizione si esauriscono – viene superata a favore di quella del “capitale umano”, un patrimonio che si accumula, che genera valore nel tempo e su cui investire. Un approccio che anche Camera di Commercio ha fatto proprio, coltivando giovani talenti tramite varie iniziative in collaborazione con l’Università di Padova, tra le quali il percorso d’incontri “Made in Italy Hub”.