Ingegneri e IT, in Italia mancano 20mila posti. I trend del 2026: AI, dati, sicurezza, automazione e rinnovabili

Quali saranno le figure professionali più richieste nel 2026 nel mondo dell’ingegneria e dell’Information Technology (IT)? Una risposta arriva dall’HR Barometer 2026, uno studio redatto da agap2, multinazionale di consulenza operativa specializzata nel mondo dell’ingegneria e dell’IT.

Secondo i dati elaborati da agap2, il 2026 sarà un anno d’oro per i professionisti con un background tecnico. Le aziende, nei prossimi mesi, cercheranno soprattutto:

  • Ingegnere specializzato in intelligenza artificiale e machine learning: progetta e sviluppa sistemi che permettono alle macchine di apprendere dai dati e migliorare le proprie prestazioni senza essere esplicitamente programmate. È una figura fondamentale per l’automazione intelligente e l’innovazione digitale.
  • Data scientist: analizza e interpreta grandi volumi di dati per fornire insight utili alle decisioni strategiche, utilizzando modelli statistici e algoritmi avanzati. È essenziale per le aziende che vogliono sfruttare al meglio i dati.
  • Esperto in cybersecurity: protegge i sistemi informatici da attacchi e minacce digitali, implementando soluzioni di sicurezza per garantire la riservatezza, l’integrità e la disponibilità dei dati.
  • Ingegnere in automazione industriale: progetta e ottimizza sistemi automatizzati per migliorare l’efficienza produttiva nelle industrie, combinando competenze meccaniche, elettroniche e informatiche.
  • Ingegnere per le energie rinnovabili: sviluppa soluzioni per produrre energia sfruttando fonti rinnovabili, come solare, eolica e idroelettrica, contribuendo alla sostenibilità ambientale e alla transizione energetica.

«Il talent shortage nei settori ingegneristico e IT – afferma Enrica Ceccato, HR director di agap2 – non è solo una sfida per le singole aziende, ma un freno alla competitività del nostro Paese. Secondo alcune proiezioni, le imprese avrebbero bisogno di circa 20.000 ingegneri l’anno per colmare il gap strutturale in Italia. Per questo motivo le opportunità di lavoro e di carriera per questi professionisti sono davvero numerose e interessanti. I giovani che investono nelle discipline STEM e, in particolare, nelle competenze ibride tra IT e ingegneria, si assicurano un percorso professionale con una forte stabilità, ottimi stipendi e prospettive di crescita superiori alla media».

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