NanoValbruna: il futuro del lavoro passa per la rigenerazione dei talenti

Valbruna, piccolo borgo incastonato nelle Alpi Giulie, è destinato a diventare anche quest’anno il centro pulsante di un’energia nuova. Non solo natura, ma cultura, impresa, futuro. Dal 17 al 23 luglio torna NanoValbruna, il festival internazionale dedicato alla rigenerazione, che unisce scienza, ambiente e imprenditorialità. Una manifestazione che ha lo sguardo fisso sulle grandi trasformazioni del mondo del lavoro e delle competenze. Alla sua sesta edizione, NanoValbruna si conferma infatti come un ecosistema in cui i giovani sono protagonisti di un processo trasformativo in cui non basta essere sostenibili, ma occorre rigenerare.

Nato da un’intuizione del team di ReGeneration Hub Friuli, coordinato da Annalisa Chirico e Francesca Milocco, il Festival mette al centro le periferie – geografiche, sociali, economiche – come spazi di sperimentazione. Valbruna diventa così un modello capace di ridare valore ai territori e creare nuove opportunità di crescita.

Giovani, competenze, imprenditorialità

Il Baite Award è il concorso internazionale dedicato a startup innovative e sostenibili che offre a studenti, ricercatori, aspiranti imprenditori e imprenditrici l’occasione di partecipare a workshop intensivi e sviluppare competenze pratiche, presentando le proprie idee davanti a una giuria di alto profilo. Il contest conta sulla collaborazione di Fondazione Enactus Italia ETS che opera per l’azione sociale e l’educazione all’imprenditorialità di studenti universitari e di ITS ed è parte di un network internazionale la cui missione è quella di formare i leader del futuro. Il premio in denaro (1.000 euro) andrà alla migliore startup in modo che possa utilizzarlo per la crescita del proprio progetto.

Laboratori, incontri e futuro condiviso

Accanto ai panel e agli incontri con esperti internazionali, spiccano momenti informali di confronto tra giovani e professionisti: i Meeting With. Occasioni preziose per ricevere consigli, ispirazioni, magari un primo contatto professionale. Perché la rigenerazione non è solo ambientale, ma anche relazionale: nasce dal dialogo tra generazioni, discipline, esperienze.

In questo contesto, anche il percorso Frame The Change, residenza cinematografica per giovani creativi, rappresenta un ponte tra talento e competenza. Imparare a raccontare storie con pochi mezzi ma con grande impatto: un esercizio che richiama da vicino le sfide del lavoro contemporaneo, fatto di flessibilità, visione e capacità narrativa.

Il lavoro del futuro? Rigenerativo

In un tempo segnato da crisi ambientali, instabilità geopolitiche e disuguaglianze, NanoValbruna lancia un messaggio forte: il lavoro del futuro dovrà essere – necessariamente – rigenerativo. Servono nuove competenze, ma anche nuovi modelli. Serve una cultura che valorizzi l’empatia, la resilienza, la capacità di creare ponti. Tra i momenti clou del festival ci sono, infatti, panel dedicati alla giustizia sociale, alla bioeconomia, all’agro-economia in chiave sostenibile, fino al ruolo dei confini nei conflitti contemporanei. Perché la vera sfida non è solo formare talenti, ma offrire loro contesti in cui possano esprimersi, contribuire, fare la differenza.

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