Psicologia, dalla teoria alla pratica: gli sbocchi professionali per il benessere in azienda

Una psicologa di bordo abituata a gestire conflitti e difficoltà personali di chi lavora sulle navi, tra ritmi serrati, convivenza forzata tra persone di culture diverse e lontananza da casa: è una delle testimonianze protagoniste, il 4 marzo, del primo incontro del 2026 del ciclo “Aspettando Alumni”. Un progetto dedicato a studenti e studentesse che stanno per laurearsi e sono alla ricerca di stimoli, esempi e modelli per costruire la propria carriera di domani.

L’incontro è stato promosso insieme al Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA) dell’Università degli Studi di Padova, nell’ambito del Progetto di miglioramento della didattica 2024 “Consolida: scrittura e lavoro per le Scienze Umane” del Dipartimento FISPPA, e in collaborazione con GoodJob. È stata un’occasione per conoscere i percorsi possibili dopo la laurea e i nuovi sbocchi professionali del settore, attraverso le testimonianze degli alumni che hanno condiviso i loro diversi itinerari di carriera, sviluppati a partire da un comune percorso di studi in Psicologia.

Psicologa di bordo: un lavoro che non c’era

Valentina Gigante si è di fatto inventata un lavoro: quello di psicologa di bordo nelle navi di Corsica Ferries: «C’è un gap tra l’interesse per il benessere organizzativo e la sua messa in pratica. Noi lavoriamo in quel gap» ha spiegato al pubblico di studentesse e studenti.

«Ho scelto un percorso di studi di psicologia sperimentale a indirizzo neuropsicologico e non sapevo cosa avrei fatto dopo: mi piaceva e basta – ha raccontato –. Un’altra cosa che mi piaceva era viaggiare: ho lavorato come export manager per molti anni, coniugando queste due passioni. Poi per una serie di circostanze ho voluto iniziare un’esperienza a bordo delle navi, lavorando come psicologa a bordo. Oggi lavoro a bordo delle navi, per poterlo fare sono diventata un’ufficiale e tra gli altri compiti formo i futuri ufficiali e comandanti, oltre a seguire in modo personalizzato l’equipaggio».

Le sfide della gestione di un ambiente complesso

«Dobbiamo creare culture aziendali in cui si trasmetta l’importanza del lavoro condiviso» ha sottolineato Mattia Grava, oggi HR Partner in Amazon, nel suo intervento.

«La tesi triennale l’ho fatta in psicobiologia, mi divertiva molto lavorare in laboratorio ma dopo alcuni mesi ho pensato che non avrebbe fatto per me nel lungo periodo – ha raccontato –. Nel corso della laurea magistrale ho approfondito la psicologia del lavoro, perché mi interessava scoprire come le persone stanno insieme tra loro. Nel frattempo ho iniziato a lavorare, prima in uno studio di ingegneria e architettura e poi in Amazon, nel magazzino di Rovigo. Di recente mi sono trasferito a Roma, dove mi occupo della gestione di una manodopera numerosa in un ambiente complesso. Faccio parte di un team che si occupa di 19mila persone, formato da diverse professionalità. Io ho un focus sulle figure operaie, dando strumenti ai manager per poter comunicare in modo efficace con loro».

La consulenza per la people strategy

Cesare Beltramello, Business Coach in euxilia, società del Gruppo auxiell, nel suo racconto è partito da una domanda: «Quello che mi piace all’Università si trasformerà mai in un lavoro?».

Un’azienda che si occupa di consulenza, e nello specifico aiuta le aziende a sviluppare una people strategy: «Ci riferiamo al talent life-cycle in azienda, da quando una persona entra fino agli interventi per aiutare a lavorare bene. Nel concreto, quando sono in prima linea, cioè non supporto una figura HR interna, mi occupo principalmente di formazione, con interventi di gruppo, e di coaching, lavorando singolarmente con le persone per sostenerle e aiutarle a lavorare meglio. Ho la fortuna di fare un lavoro che mi piace moltissimo».

I dati del Censis sul benessere psicologico in azienda

Gli ultimi dati del Censis, riportati da Francesca Ponzecchi, CEO e co-founder Blum che ha moderato l’incontro, dicono che per sei lavoratori su dieci la salute psicofisica rappresenta un valore fondamentale e che per nove su dieci il benessere psicologico è considerato prioritario.

«Altri dati invece dimostrano che però solamente 30% delle aziende dispone di programmi strutturati per quanto riguarda il benessere psicofisico – ha spiegato –. Gli ultimi dati economici ci dimostrano invece che un euro investito in benessere aziendale porta un ritorno di quattro euro». Dati che mostrano come il wellbeing sia un fattore strategico su cui sempre di più le organizzazioni sono incentivate a investire.

I prossimi appuntamenti: Made in Italy HUB

Il programma di “Aspettando Alumni. Innovazione e competenze per il Made in Italy” promosso dall’Associazione Alumni dell’Università degli Studi di Padova con il supporto della Camera di Commercio di Padova, proseguirà con “Made in Italy HUB”, un ciclo di visite esclusive in piccole e medie imprese del territorio che hanno saputo innovare prodotti e servizi e al contempo lavorare sulla crescita delle proprie persone.

Gli incontri, pensati per per studenti e studentesse dell’Università di Padova, si svolgeranno presso Molino Rossetto mercoledì 25 marzo (ore 15), Studio Necchio martedì 28 aprile (ore 16) e FashionArt mercoledì 6 maggio (ore 14). Le visite si svolgeranno in lingua italiana e per i partecipanti è previsto un servizio di trasporto in pullman con partenza da Padova. È possibile iscriversi compilando il modulo a questo link.

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