Margherita Casassa è la prima rappresentante delle future generazioni in un'azienda italiana

Margherita Casassa, giovane professionista impegnata nei temi dell’educazione, dell’innovazione sociale e della sostenibilità, è la prima persona a ricoprire il ruolo di Rappresentante delle Future Generazioni in un’azienda italiana. A nominarla in questo ruolo è stata Uomo e Ambiente, Società Benefit e B Corp con sede a Torino, che offre consulenza in vari ambiti tra cui sostenibilità, ESG e sicurezza sul lavoro, in cui Casassa lavora da circa un anno. Si tratta della prima organizzazione italiana ad aver completato il percorso per diventare Organizzazione Collaborativa, il modello di governance promosso dall’Associazione Collaboriamo che introduce nella vita aziendale un principio semplice e rivoluzionario: prendere decisioni pensando non solo a chi c’è oggi, ma anche e soprattutto a chi verrà domani.

«Rappresentare le future generazioni significa portare nei processi aziendali una domanda semplice ma radicale: quale eredità stiamo costruendo? – commenta Margherita Casassa –. È un ruolo che richiede responsabilità e capacità di guardare oltre l’orizzonte immediato. Sono grata a Uomo e Ambiente per aver scelto di dare spazio a questa prospettiva». Ma che cosa significa nel concreto questo ruolo inedito nel panorama italiano? Il suo compito è portare nei processi decisionali la prospettiva di chi oggi non ha ancora voce.

Prima di arrivare a questo traguardo, Uomo e Ambiente ha affrontato un assessment approfondito, ha ripensato i propri processi decisionali e ha approvato un Piano Prospettico di Azione Quinquennale che definisce obiettivi, responsabilità e indicatori di impatto. Un piano che non si limita a dichiarare intenzioni, ma è accompagnato da un Patto con le Future Generazioni, che prevede una “penale”: una donazione obbligatoria a un ente del terzo settore qualora gli impegni assunti non vengano rispettati.

«Diventare Organizzazione Collaborativa significa assumersi una responsabilità concreta verso il futuro. Non è un titolo, è un cambio di paradigma: integrare nei processi decisionali la prospettiva delle generazioni che verranno. Con il Piano Quinquennale e il Patto con le Future Generazioni abbiamo scelto un impegno che ci vincola, ci misura e ci rende più trasparenti», spiegano Nunzia Giunta e Mario Burrascano, co-fondatori di Uomo e Ambiente.

Mario Burrascano e Nunzia Giunta, co-founder di Uomo e Ambiente, con al centro Margherita Casassa, prima rappresentante delle future generazioni

Mario Burrascano e Nunzia Giunta, co-founder di Uomo e Ambiente, con al centro Margherita Casassa, prima rappresentante delle future generazioni

Anche l’Associazione Collaboriamo riconosce il valore pionieristico del percorso intrapreso. «Uomo e Ambiente è la prima organizzazione in Italia ad aver completato l’intero percorso per diventare Organizzazione Collaborativa – afferma Fabio Tagliazucchi, co-fondatore e Vicepresidente dell’Associazione Collaboriamo –. È un passaggio che dimostra coraggio e maturità: adottare un modello di governance che integra partecipazione, trasparenza e responsabilità intergenerazionale significa anticipare il futuro dell’impresa. È un approccio pionieristico, considerando che nel nostro Paese la percentuale di giovani e donne al timone resta molto bassa rispetto al potenziale. Il ricambio generazionale e la parità di genere faticano a ingranare, nonostante la grande presenza di aziende a conduzione familiare. Nel caso di Uomo e Ambiente, va anche sottolineato che l’incarico è conferito a una giovane collaboratrice inserita da un anno nell’organico e non a un familiare».

L’Organizzazione Collaborativa è un modello che chiede alle imprese di cambiare prospettiva: non più decisioni prese guardando al trimestre successivo, ma scelte che tengono conto degli effetti nel tempo, sulle persone e sui territori. È un approccio che porta dentro l’azienda la voce degli stakeholder e introduce un principio di responsabilità intergenerazionale che, fino a oggi, non aveva spazio nei processi di governance. È qui che il ruolo del Rappresentante delle Future Generazioni diventa centrale: una figura che non osserva, ma partecipa; non consiglia, ma vota; non rappresenta il presente, ma ciò che ancora non c’è, si legge in una nota della società torinese.

Il Piano Quinquennale approvato dall’azienda prevede tre linee di lavoro: la valutazione dell’applicabilità del Regolamento EUDR; il consolidamento degli eventi “Food Democracy – Herway”, dedicati a valorizzare il ruolo delle donne nel comparto agroalimentare; e l’introduzione di un questionario reputazionale annuale rivolto a clienti e fornitori.

Ti potrebbe interessare