L'Università di Bari sbarca in Cina e apre un istituto internazionale a Chengdu: obiettivo favorire la mobilità di studenti e docenti

Chengdu è il capoluogo della provincia cinese del Sichuan: con 14 milioni di abitanti, è considerata uno dei più importanti poli tecnologici del paese asiatico, oltre che essere famosa nel mondo come la «città dei panda». È qui che l’Università di Bari ha aperto nei giorni scorsi l’Istituto internazionale di Bari, istituzione accademica italiana internazionale congiunta tra UniBa e la Chengdu Normal University (CDNU). Si tratta di una delle poche strutture accademiche internazionali promosse da un’università italiana in Cina, e la prima istituita da un ateneo del Sud Italia.

L’obiettivo dell’operazione dell’ateneo pugliese è favorire la mobilità di studenti e docenti tra Italia e Cina e viceversa, e lo sviluppo di attività di ricerca condivise, creando un ponte didattico, formativo e di ricerca tra l’Italia e il gigante asiatico. Formalmente autorizzato dal Ministero dell’Istruzione della Repubblica Popolare Cinese, l’Istituto internazionale di Bari attiverà programmi congiunti di doppio titolo in Matematica, Fisica e Chimica con corsi erogati in lingua inglese da docenti italiani e cinesi delle due università.

Durante la cerimonia inaugurale – a cui hanno preso parte il rettore dell’Università di Bari Roberto Bellotti, il suo delegato per la Cooperazione internazionale con i Paesi dell’Asia Raffaele Lafortezza e il presidente della Chengdu Normal University, Shi Shixin – il rettore di UniBa Roerto Bellottiha ricevuto il titolo di Honorary Professor, riconoscimento conferito dalla Chengdu Normal University per l’attività scientifica del rettore e per il suo contributo allo sviluppo della cooperazione accademica tra i due atenei.

La facciata dell'Istituto internazionale di UniBa in Cina al momento dell'inaugurazione

La facciata dell’Istituto internazionale di UniBa in Cina al momento dell’inaugurazione

«Le università hanno oggi la responsabilità di costruire ponti tra Paesi, culture e comunità scientifiche – ha sottolineato il rettore dell’Università di Bari – formando nuove generazioni capaci di affrontare le grandi sfide globali attraverso la conoscenza, la ricerca e l’innovazione. L’istituto internazionale di Bari rappresenta un investimento strategico nel futuro delle relazioni accademiche tra Italia e Cina: non un semplice nuovo programma formativo, ma la costruzione di una piattaforma stabile di cooperazione internazionale che consentirà ai nostri studenti e ai nostri docenti di condividere esperienze, competenze e opportunità di ricerca in un contesto sempre più globale».

Bellotti ha inoltre sottolineato il ruolo dell’Ambasciata d’Italia a Pechino, il cui sostegno istituzionale – grazie all’impegno dell’ambasciatore Massimo Ambrosetti e del ministro plenipotenziario Cristina Carenza – ha contribuito in modo significativo alla realizzazione dell’accordo tra i due atenei.

In copertina: il rettore di UniBa, Roberto Bellotti, durante l’inaugurazione del nuovo Istituto in Cina

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