Scuola e intelligenza artificiale: dal Veneto un modello per i nuovi talenti del digitale
L’integrazione dell’intelligenza artificiale nei percorsi scolastici rappresenta oggi una delle sfide più rilevanti per il sistema formativo e produttivo italiano, un terreno su cui si gioca la capacità delle nuove generazioni di governare la transizione digitale. In Veneto, e nello specifico nel Trevigiano, è nata un’iniziativa che ha coinvolto oltre 200 studenti e si configura come un modello scalabile per allineare la preparazione dei giovani alle reali necessità delle imprese. Il progetto, denominato IANextGen, nasce dalla collaborazione tra la piattaforma di innovazione Infinite Area, l’Istituto Einaudi-Scarpa di Montebelluna (TV) e ADV – Agenda Digitale del Veneto, con l’obiettivo di trasformare l’AI in uno strumento concreto di orientamento professionale e consapevolezza critica.
Il percorso si sviluppa attraverso una sperimentazione che unisce la didattica tradizionale alla pratica laboratoriale. Gli studenti degli indirizzi informatica, elettronica, elettrotecnica e sistemi informativi aziendali hanno iniziato a confrontarsi con le potenzialità della tecnologia durante il workshop inaugurale, dando il via a una serie di attività che proseguiranno fino a maggio 2026 negli spazi di Infinite Area. Il programma si articola lungo tre direttrici fondamentali che guardano alla modernità produttiva: l’automazione industriale legata alla robotica, l’utilizzo dei nuovi tool di sviluppo software assistito e una riflessione prospettica sull’evoluzione dell’organizzazione aziendale entro il 2030, dove le competenze umane dovranno necessariamente integrarsi con l’efficienza algoritmica.
«Con IANextGen vogliamo costruire percorsi stabili di confronto e sperimentazione, in cui i ragazzi possano allenare competenze tecniche e pensiero critico, affiancati da chi ogni giorno innova nei laboratori e nelle imprese», ha dichiarato Patrizio Bof, fondatore di Infinite Area. A questa visione si aggiunge l’analisi di Fabrizio Dughiero, direttore del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova, che ha inquadrato il valore del progetto per la crescita individuale: «L’obiettivo è soprattutto offrire loro una direzione, un’indicazione su quello che può essere il loro vero futuro, che è diverso da quello che abbiamo vissuto noi e che stanno vivendo i loro genitori. Per loro il futuro sarà sicuramente più luminoso, lo spero e ne sono convinto, anche grazie alla tecnologia. Ma la tecnologia non basta: sarà necessario che sviluppino tutta una serie di competenze, dalla capacità di accogliere culture diverse a quella di continuare a studiare lungo tutto il corso della vita, fino alla capacità di sapersi reinventare di volta in volta. La conoscenza digitale da sola non basta: è importante approfondire anche le competenze tecniche e umanistiche».
L’esperienza di IANextGen vuole dunque essere un laboratorio replicabile, capace di connettere la formazione tecnica con le sfide trasversali dell’etica, della privacy e della cybersicurezza. Durante le sessioni di approfondimento, esperti del settore hanno guidato gli studenti nell’analisi dei rischi e delle opportunità legate allo sviluppo software, fornendo esempi reali di come l’intelligenza artificiale possa diventare un acceleratore di talenti se utilizzata con metodo. In un contesto nazionale caratterizzato da un profondo divario tra domanda e offerta di competenze, l’iniziativa indica una strada per fare della scuola il luogo dove si iniziano a scrivere le regole del lavoro di domani.