D-Verso, un "gioco" in realtà virtuale per aumentare la consapevolezza su bias di genere e micro-discriminazioni
Una visione immersiva per sensibilizzare aziende e persone sui temi della Diversity, Equity & Inclusion: è D-Verso, progetto nato dalla collaborazione tra XMetaReal, azienda italiana che sviluppa esperienze immersive in Extended Reality (XR) per le imprese, e Valore D, la prima associazione di imprese in Italia impegnata per l’equilibrio di genere e una cultura inclusiva nelle organizzazioni.
D-Verso è pensata per il mondo corporate e si rivolge alle aziende, ai loro dipendenti e alle loro filiere. Mira a creare un’esperienza immersiva per stimolare una riflessione sulle dinamiche – anche inconsapevoli – che influenzano il modo in cui le persone vengono percepite e talvolta discriminate all’interno dei team di lavoro. Il progetto si concentra in particolare sui bias di genere e sulle micro-discriminazioni che possono emergere quotidianamente sul posto di lavoro.
Si entra in un’azienda virtuale
Il progetto affonda le radici in un lavoro già avviato nel 2024, da Valore D con Accenture e il Politecnico di Milano con la pubblicazione D-Verso. Linee guida per un Metaverso inclusivo, nove principi per costruire ambienti virtuali equi e responsabili. Da quello spunto nasce un vero e proprio mondo virtuale, in cui ci si muove dentro gli uffici di SYNKRION, un’azienda, per l’appunto, virtuale. Qui il partecipante vive una giornata lavorativa ordinaria tra riunioni, call, pause informali e decisioni. Situazioni quotidiane e realistiche che diventano progressivamente occasioni in cui emergono automatismi, aspettative implicite e dinamiche collettive spesso invisibili, ma profondamente radicate nella cultura professionale.
L’esperienza affronta temi come la delegittimazione della leadership femminile, il mansplaining, la svalutazione tecnica, il rapporto tra lavoro e genitorialità, gli stereotipi di genere e le micro-aggressioni normalizzate nelle relazioni informali. Non vengono rappresentati episodi estremi o apertamente conflittuali, ma situazioni sottili che, proprio per la loro ordinarietà, possono incidere sul clima lavorativo e sul senso di appartenenza delle persone.
Tra gli scenari principali di D-Verso c’è “Progetto Orion”, una riunione simulata in cui una professionista presenta ai colleghi un’analisi tecnica dettagliata senza ricevere particolare attenzione dal gruppo, mentre gli stessi concetti, riformulati successivamente da un collega uomo, ottengono consenso e approvazione. Il partecipante è chiamato a prendere posizione, scegliendo se seguire il gruppo o osservare criticamente le dinamiche relazionali che emergono.
L’autovalutazione
L’esperienza inizia da sé stessi. Prima di entrare negli uffici di SYNKRION, il partecipante è invitato a fare una breve autovalutazione: cinque affermazioni su cui misurare il proprio grado di riconoscimento di automatismi cognitivi come la tendenza a fidarsi di ciò che già si conosce, la diffidenza verso il diverso, il peso delle prime impressioni. Non un test, ma un punto di partenza soggettivo. Al termine dell’esperienza, quelle stesse dimensioni vengono restituite sotto forma di profilo personale — uno specchio che mette in relazione le proprie predisposizioni dichiarate con le scelte compiute durante la giornata virtuale. A guidare questa lettura è M.I.A. — Motore Intelligente di Ascolto: un sistema integrato nell’ambiente di SYNKRION che, senza giudicare le intenzioni individuali, osserva le dinamiche relazionali e restituisce al partecipante una lettura più consapevole di ciò che è accaduto intorno a sé – e di come vi ha preso parte.
L’importanza dell’interattività
Elemento centrale di D-Verso è la dimensione interattiva. Non conta soltanto ciò che viene detto, ma anche ciò che viene accettato, ignorato o lasciato succedere senza opposizione. L’esperienza invita così a riflettere sul ruolo che ciascuno può avere nella costruzione delle relazioni professionali e della cultura aziendale.
L’erogazione del progetto D-Verso avviene attraverso la piattaforma proprietaria XMR di XMetaReal. Ambienti 3D, avatar, interazioni e asset digitali sono realizzati internamente dal team creativo e tecnico di XMetaReal, mentre le logiche narrative ed esperienziali sono state progettate in co-design con Valore D, che ha contribuito con il proprio know-how sui temi dell’inclusione, della leadership e della cultura organizzativa.
«Le micro-aggressioni di genere non sono eccezioni: sono il tessuto ordinario di molte giornate lavorative – è il commento di Barbara Falcomer, Direttrice Generale Valore D –. Una riunione, una battuta, un commento lasciato scorrere. Il 13,5% delle donne tra 17 e 70 anni ha subito molestie o ricatti sul lavoro (ISTAT), ma accanto a questi episodi esiste una zona grigia molto più vasta, fatta di automatismi e aspettative implicite che tutti, ogni giorno, possiamo vivere o agire senza accorgercene. D-Verso non racconta queste dinamiche: le fa accadere. L’elemento centrale è proprio questo: non conta solo ciò che viene detto, ma ciò che viene accettato, ignorato, lasciato scorrere senza opposizione. Perché ciò che si vive si ricorda, ciò che si osserva da fuori si dimentica».
«D-Verso è un progetto che nasce per sensibilizzare le persone su alcune dinamiche e automatismi inconsci che spesso passano inosservati nella quotidianità lavorativa – dichiara Vittorio Zingales, CEO e Founder di XMetaReal –. Bias e stereotipi non sempre sono evidenti, ma possono influenzare profondamente il modo in cui le persone vengono ascoltate, valorizzate e coinvolte all’interno delle organizzazioni. La nostra capacità di ricreare ambienti tridimensionali e contesti di lavoro permette alle persone di agire dei comportamenti come se fossero nella loro reale quotidianità. Attraverso l’Extended Reality, abbiamo l’opportunità di creare esperienze da vivere in prima persona facilitando un embodiment cognitivo. Di fatto si tratta di un acceleratore di esperienze molto efficace che agisce sulle emozioni e lavora sulla memoria episodica».