Studenti in scena: il teatro partecipativo per scegliere il futuro

Il teatro partecipativo come strumento per affrontare in modo nuovo i temi connessi all’orientamento scolastico: questa la sfida al centro di un progetto innovativo promosso e realizzato a Padova da Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale e da Camera di Commercio di Padova. Il 29 aprile, davanti a un pubblico di 550 spettatori fra ragazzi e insegnanti, le studentesse e studenti di quattro scuole secondarie di secondo grado padovane – ITC Calvi, IIS Pietro Scalcerle, IIS Giovanni Valle, Liceo Artistico Selvatico – hanno portato in scena per la prima volta, al Teatro Verdi di Padova, Sogniuno spettacolo “fuori dagli schemi” perché rappresenta l’esito di laboratori che hanno visto coinvolte le diverse scuole, che, con il supporto dei professionisti dello Stabile del Veneto, si sono misurate con sfide diverse, anche in base all’indirizzo di studi, dalla realizzazione delle grafiche alle scenografie alla stesura della sceneggiatura fino alla recitazione.

La fase preparatoria dello spettacolo, nato con l’obiettivo di affrontare il tema delle scelte future, è stata anche occasione per scoprire da vicino i diversi aspetti connessi all’ecosistema teatrale. A ottobre verrà riproposto in occasione di un evento inserito nel percorso di Aspettando Exposcuola e dedicato in modo particolare a un pubblico di alunni e genitori delle scuole secondarie di primo grado, alle prese con il delicato momento della scelta del percorso futuro da intraprendere. Ruggero Franceschini, Jacopo Giacomoni, Eleonora Panizzo, Sonia Soro e Giulia Veronese i giovani registi che hanno accompagnato il processo laboratoriale, mentre la drammaturgia è stata coordinata da Stefano Fortin e le scenografie da Marina Conti. 

«Questa esperienza condivisa di teatro – ha spiegato Roberto Crosta, Segretario Generale della Camera di Commercio di Padova – rappresenta anche un’occasione per aiutare gli studenti a sperimentare che si può “scegliere assieme”, imparando a crescere e trasformare il proprio pensiero grazie al confronto con gli altri. Quando si sceglie – ha aggiunto, rivolgendosi ai ragazzi cui ha portato un saluto – qualche volta si sbaglia, e questo è un bene: è proprio dagli errori che si impara come migliorarsi, non abbiate paura di sbagliare».

«Dopo il primo progetto pilota dedicato all’orientamento scolastico e professionale, siamo grati alla Camera di Commercio di Padova per aver rinnovato la fiducia nei nostri confronti portando avanti questa collaborazione. Insieme abbiamo dato vita al progetto L’arte di saper scegliere in cui il teatro diventa strumento per accompagnare i giovani nello sviluppo della capacità di scegliere in modo consapevole il proprio futuro. Abbiamo messo in atto un modello innovativo di integrazione tra cultura, educazione e orientamento, che ci ha permesso di coinvolgere circa 70 studenti e studentesse provenienti da quattro istituti scolastici di Padova. Ciascun istituto è stato impegnato in differenti attività teatrali, dalla parte performativa fino alla realizzazione delle scenografie attraverso il riutilizzo di materiali recuperati in un’ottica di economia circolare. Ci auguriamo che i laboratori condotti siano stati realmente spazio di sperimentazione e consapevolezza, un’occasione per esercitare competenze relazionali, riflessive e decisionali», dichiara Claudia Marcolin, direttore generale della Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale.

Lo spettacolo

Il punto di partenza è una domanda che riguarda ogni adolescente: quale dei tanti futuri che si stanno immaginando si vuole davvero intraprendere? Prima di concretizzarsi in una scelta universitaria o lavorativa, questa domanda passa necessariamente attraverso la fantasticheria, il proiettarsi nel proprio futuro prima di esserci davvero. Ed è così che il sogno diventa un possibile strumento di indagine. Si è abituati, spesso, a interpretarlo come una sorta di fuga dalla realtà, ma in questa performance si fa, invece, spazio in cui i confini tra il reale e il desiderio si fanno permeabili, in cui l’identità può assumere forme diverse e in cui è possibile tenere insieme passato, presente e futuro. Il teatro, in questa prospettiva, diventa una palestra in cui esercitare la propria capacità immaginativa. Le fantasie, i desideri e le visioni notturne delle allieve e degli allievi di alcune scuole superiori di Padova sono il materiale drammaturgico e scenico da cui prende vita uno spettacolo che trasforma l’edificio teatrale in un archivio onirico tridimensionale, da abitare e attraversare. Un grande sogno condiviso, della durata di circa un’ora e venti, che si chiude, per tutti, con un risveglio comune.

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